Prima di cambiare scena, proviamo a capire quale stiamo recitando.
Sono attore, regista, formatore e counselor in Analisi Transazionale. Da oltre vent’anni lavoro con le persone, in teatro, nelle aziende, nei gruppi e nei percorsi individuali.


Per anni ho aiutato le persone a esprimersi meglio. Poi ho iniziato ad ascoltare da dove parlavano.
Ho lavorato con attori, manager, studenti e persone chiamate a stare in scena, parlare in pubblico o costruire relazioni. La tecnica conta. Ma ho visto spesso persone competenti continuare a sentirsi fuori posto, oppure sapere esattamente cosa fare senza riuscire ad autorizzarsi a farlo.
Mi sono accorto che a volte non serve soltanto trovare le parole giuste: serve riconoscere quali parole sono davvero nostre e quali arrivano da un copione appreso molto tempo prima.
Il teatro mi ha insegnato a osservare. L’Analisi Transazionale mi ha dato un linguaggio per farlo.
Sul palco un gesto ripetuto, una pausa o una battuta detta sempre nello stesso modo possono raccontare molto di un personaggio. Nella vita accade qualcosa di simile.
Il mio approccio unisce lo sguardo del regista, l’ascolto della relazione e gli strumenti dell’Analisi Transazionale: copione di vita, Stati dell’Io, bisogni, relazioni e permessi.
Non cerco di dirigere la vita degli altri. Mi interessa accompagnare le persone a vedere più chiaramente la propria scena e a scegliere come abitarla.


Il cambiamento non comincia quando diventiamo perfetti.
La parola Imperfezionismo nasce anche da un ricordo d’infanzia. Mio padre vendeva frutta e verdura e, da bambino, lo aiutavo tra cassette di ortaggi e profumi di mercato. Sapeva presentare così bene i suoi prodotti da valorizzare persino quelli apparentemente imperfetti. Mi ha insegnato che la bellezza non sta soltanto nella forma, ma nel modo in cui la guardiamo.
Da questa esperienza porto con me un’idea: le fragilità non sono necessariamente difetti da nascondere. Possono diventare punti da cui iniziare a conoscerci, a esprimerci e a scegliere diversamente.
Non prometto di trasformarti in un’altra persona. Propongo uno spazio nel quale puoi ascoltare meglio quello che già accade e riconoscere ciò che, oggi, puoi scegliere diversamente.
Il regista resta fuori scena. La scelta rimane tua.
Il primo incontro è conoscitivo e gratuito. È un’occasione per capire che cosa stai attraversando, quale domanda vuoi esplorare e se il counseling è lo spazio adatto a te.
Ricevo in presenza a Milano e online. Gli incontri individuali durano circa 50 minuti e si inseriscono in un percorso breve e concordato.
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